Condensatore elettrico ad armature mobili, detto "bottiglia di Leida"
Inizio XIX secolo
autore
costruzione
Ignoto
materiale
- ottone
- vetro
misure
8x8x20
descrizione e uso
La bottiglia di Leida è l'antenato dei moderni condensatori elettrici, dispositivi che consentono di immagazzinare energia elettrica. La sua invenzione viene tradizionalmente attribuita al fisico olandese Pieter Van Musschenbroek (Leida, 1692-1761) che intorno al 1745 presentò lo strumento alla comunità scientifica dandole il nome della propria città Leida, sede della Università nella quale insegnava. È composta da tre parti inseribili l'una dentro l'altra: la prima, un bicchiere conduttore, esterna; la seconda, un isolante in vetro, interposta; la terza, un barattolo conduttore, interna, che porta un'asticciola ricurva a uncino terminante con una sferetta. La bottiglia di Leida così ottenuta viene caricata; la si poggia, quindi, su un piano isolato e si toglie il conduttore interno prendendolo con un bastone isolatore. Si scaricano le armature portandole a contatto fra loro e si rialloggia il conduttore interno. Con un archetto metallico (eccitatore) si cortocircuitano le armature: appena l'archetto è sufficientemente vicino alle armature, scoccherà una scintilla. Questo strumento proviene dall'Istituto Fisico della Regia Università di Roma, come si deduce dalla stampiglia RIF apposta su di esso.
iscrizioni
Stampiglia RIF (Regio Istituto Fisico - Roma).